LA MODA FEMMINILE NEL PRIMO '900

Con il XX sec inizia la Belle Epoque, periodo contrassegnato da ottimismo, con grandi scoperte nel campo della scienza e dell’industria. E’ un periodo in cui la moda segue gli sfarzosi ritmi dei balli, pranzi di gala e soggiorni in residenze aristocratiche. Occorrono così più vestiti per i diversi momenti della giornata.

Per l’abbigliamento femminile nasce la tipica linea dell'epoca a forma di "S", caratterizzata dal petto spinto innaturalmente in avanti (grazie ad un nuovo modello di busto che spinge appunto in fuori il seno, appiattisce lo stomaco e irrigidisce la schiena), vita minuscola e bacino in fuori. Si tratta di una linea sinuosa e slanciata confermata anche dai colletti steccati che costringono a mantenere la testa ben eretta.
La donna appare matura e indossa abiti che rendono omaggio alla sua femminilità. Ecco dunque che le gonne si allargano sul fondo, i corpini sono aderenti sulla schiena e gonfi sul petto, e le cinture, per aumentare ulteriormente l’effetto a curve, seguono la forma dei corpini e si abbassano sul davanti.
Gli abiti di giorno hanno alti colletti di merletto e colori tenui color pastello, e di sera, al contrario, profonde scollature con colori rigorosamente neri e paillettes.
I tessuti sono morbidi e leggeri.
Anche la biancheria intima cambia, e diventa sempre più curata e colorata (sottogonne e copribusti sono in mussola o seta e si abbandona il classico bianco per l’azzurro o il rosa cipria).
La pettinatura di questo periodo è vaporosa, ottenuta con l’aiuto di artifici, e i cappelli ornati da piume e fiori.
Le calzature piu’ comuni sono gli stivaletti in vernice o capretto.

A partire dal 1910 si afferma un nuovo modello di abito che rompe completamente con la moda precedente, infatti la nuova linea è dritta e slanciata con gonne lunghe e strette (tanto da rendere difficile la camminata), e la vita non è più il punto focale della linea femminile lasciando il posto a forme morbide.
In realtà i corpini sono solo apparentemente morbidi perché hanno ancora spesso internamente rigide stecche.
Fa la sua prima comparsa lo scollo a "V".
Anche la biancheria si adatta a questa nuova linea, il busto, abbandonata la linea a S, scende fino ai fianchi per appiattire le curve troppo generose, e le sottovesti diventano sempre meno numerose ed ingombranti.
Le stoffe utilizzate per gli abiti sono leggere e trasparenti, sovrapposte fra loro, e spesso ricamate o decorate da strass e perline.
A fare da contrasto ai nuovi abiti di linea dritta, ci sono cappelli dalle teste larghissime e con molte decorazioni.
Le scarpe piu’ diffuse hanno nastri di raso avvolti intorno alla caviglia adatte al nuovo ballo importato dall’argentina, il tango.

Con la prima Guerra Mondiale(1914-1918) tutti gli aspetti della vita quotidiana vengono profondamente sconvolti e al fronte, oltre ai militari, si aggiungono anche i civili rimasti in citta’.
Le donne, in particolare, si trovano a svolgere compiti fino ad allora riservati esclusivamente agli uomini ed iniziano ad entrare massicciamente nel mondo nel lavoro.
Le gonne lunghe e strette precedenti non sono piu’ adatte a questa nuova situazione, e vengono immediatamente sostituite da gonne piu’ corte e soprattutto piu’ larghe che non interferiscano con i movimenti. Anche la linea dei corpini e’ ora pensata per una maggiore comodità e gli scolli diventano triangolari. Molti degli abiti di questi anni si rifanno alle divise militari sia nelle forme che nei colori.
Con l’accorciarsi delle gonne le scarpe acquistano maggiore importanza, e si arricchiscono di fibbie e cinturini, anche se la calzatura piu’ diffusa rimane comunque lo stivaletto di pelle, alto e a tacco basso.
Il busto diviene sempre piu’ basso e morbido, fino, in alcuni casi, a scomparire in favore di una moderna fascia più pratica e comoda (una specie di reggiseno inventato già nel 1909 dallo stilista francese Paul Poiret e man mano sempre più usato dalle donne).
Durante la guerra si diffonde anche il tailleur molto semplice, ritenuto più adatto.
Anche i cappelli sono molto piu’ piccoli e le pettinature piu’ semplici.

Con la fine del conflitto le donne non sono piu’ disposte ad indossare ingombranti modelli d’inizio secolo, nonostante alcune case di moda riproponessero nuovamente modelli sfarzosi ed elaborati, e scelgono ora abiti all’insegna della comodità.

Gli anni ’20, dopo quelli di privazioni e paure della guerra, si aprono come una nuova epoca di benessere e ottimismo, ed in particolare per ciò che riguarda l’abbigliamento compare una nuova moda rivolta alle masse grazie alla nascita dei grandi magazzini.
I grandi magazzini forniscono un’ampia scelta di abbigliamento alla portata di tutti ed inoltre a prezzi ribassati grazie alla diffusione di nuovi tessuti artificiali e sintetici, come il rayon.
Gli abiti sono semplici con linee dritte, tessuti morbidi e gonne corte, pensati soprattutto per lasciare maggiore liberta’ possibile nei movimenti.
I capelli per la prima volta vengono tagliati corti ( a maschietto) e i cappelli sono piccoli indossati fino alle sopracciglia. Gli abiti da sera, formati da un unico pezzo, sono senza maniche e con spalline sottili, in tessuti leggeri e velati (chiffon, tulle, organza e seta) arricchiti da perline e frange.
E’ il diffondersi della musica charleston che determina questo nuovo tipo di moda.

Nel 1921 arriva sul mercato il più celebre dei profumi, la fragranza Numero 5 di Coco’ Chanel, figura femminile di rilievo che ha saputo dar voce alla riforma sociale ed allo stile di vita delle donne della sua epoca attraverso le sue creazioni (cappellini, profumi, abiti, bigiotteria). Chanel, tra l’altro, è una delle prime donne ad indossare i pantaloni.

I progressi tecnologici portano alla diffusione delle prime calze trasparenti e dei cosmetici (e’ la moda delle labbra rosso fuoco e del mascara).

Anche l’ideale di bellezza cambia e la donna, come nell’abbigliamento, deve avere un fisico asciutto e dritto e quindi con seno e vita inesistenti, e fianchi stretti. I primi reggiseni, che nascono in questi anni, sono infatti ideati per schiacciare il seno.

A partire però dagli anni 30 si torna a sottolineare le forme del corpo, passa la moda della bambina-maschietto e si parla di romanticismo e di femminilità. Matura, formosa e sinuosa: questa è la donna del fascismo italiano.

Durante la 2° guerra mondiale invece tessuti e materie prime scarseggiano e bisogna arrangiarsi. Ritorna la moda semplificata.
Si diffonde la campagna propagandistica: "Make-doand Mand" (adattare e riparare).

Bisogna aspettare gli anni ’50 affinche’ la moda femminile riacquisti vigore.



FONTE: www.abitiantichi.it